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Ventilazione Meccanica Controllata - VMC

In questa guida verranno affrontate le casistiche più comuni e le relative modalità per la corretta impostazione del servizio di ventilazione meccanica.

 

VENTILAZIONE MECCANICA SENZA TRATTAMENTO DELL’ARIA

Nel caso di ventilazione meccanica priva di trattamento dell’aria è necessario, innanzitutto, impostare le corrette portate di riferimento all’interno della zona termica, oppure, in alternativa, locale per locale.

 

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Figura 1 – Impostazione portate di riferimento

 

 

Successivamente, nei parametri di ventilazione della zona, sarà possibile scegliere la direzione del flusso, ovvero se è una ventilazione per immissione, estrazione o bilanciata.

 

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Figura 2 – Definizione dei parametri della ventilazione meccanica

 

 

Al fine di determinare il corretto fabbisogno del servizio, tuttavia, è fondamentale definire il consumo elettrico dei ventilatori, all’interno della centrale termica di riferimento. Qui sarà necessario indicare la presenza della ventilazione meccanica e, quindi, inserire i valori degli assorbimenti elettrici, della potenza elettrica nominale e delle portate nominali dei ventilatori. Per quanto riguarda la potenza elettrica e l'assorbimento, ai fini del calcolo delle prestazioni è importante solo l'assorbimento elettrico. Questo, infatti, rappresenta il consumo effettivo dei ventilatori. La potenza elettrica nominale, invece, è un campo utile solo per la compilazione dei documenti finali, in quanto spesso la potenza nominale dichiarata dai produttori è superiore rispetto all'assorbimento. In ogni caso il valore non può essere inferiore ma al minimo uguale all'assorbimento.

 

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Figura 3 – Centrale termica, parametri elettrici

 

 

Recuperatore di calore

In questa tipologia di impianto, l’eventuale recuperatore di calore non sarà asservito all’impianto di climatizzazione, in altre parole non sarà collegato ad alcuna batteria. In tal caso, per indicarne la presenza, occorrerà impostare nella zona termica la ventilazione di tipo bilanciato e, quindi, selezionare la relativa casella del recuperatore. Sarà così possibile inserirne anche l’efficienza.

 

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Figura 4 – Impostazione del recuperatore di calore non asservito all’impianto di climatizzazione

 

 

VENTILAZIONE MECCANICA CON TRATTAMENTO DELL’ARIA

Nel caso di impianti con trattamento dell’aria, le impostazioni delle portate e della ventilazione, in generale, rimangono le stesse del caso precedente. La differenza sostanziale consiste nell’indicazione della presenza dell’unità di trattamento aria. Quest’ultima, infatti, andrà definita all’interno della centrale termica, insieme alle caratteristiche del recuperatore di calore e/o dell’umidificazione dell’aria.

 

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Figura 5 – Centrale termica, inserimento UTA

 

 

Relativamente al recuperatore di calore, in questo tipo di sistema, esso sarà asservito all’impianto di climatizzazione in quanto collegato alla batteria. Conseguentemente, la voce della zona termica relativa al recuperatore non asservito dovrà essere deselezionata.

 

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Figura 6 – Disabilitare il recuperatore di calore non asservito all’impianto

 

 

DISTRIBUZIONE AERAULICA

La presenza dell’unità di trattamento aria impone la definizione analitica della distribuzione aeraulica, ovvero dell’insieme delle canalizzazioni che portano l’aria dall’UTA alle zone di utilizzazione. A tal fine, il primo passo è rappresentato dalla definizione delle caratteristiche delle tubazioni stesse. Selezionando il tab ARCHIVI DI BASE e quindi l’archivio Tubazioni, è possibile inserire tutte le proprietà geometrie e termiche dei canali da utilizzare.

 

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Figura 7 – Definizione proprietà dei canali d’aria

 

 

Successivamente, occorre richiamare queste tubazioni all’interno delle varie sezioni che costituiscono la rete di distribuzione.

 

Distribuzione primaria

La prima sezione è rappresentata dalla distribuzione primaria, ovvero l’insieme dei canali che si diramano dall’uscita dell’UTA e che sono comuni a tutte le zone servite. Questa sezione va inserita nella relativa scheda della centrale termica, una volta scelto come fluido termovettore “Aria” (oppure “Misto”, nel caso in cui la stessa centrale serva anche un impianto ad acqua). Tramite il pulsante di inserimento tubazioni, è possibile richiamare dall’archivio i canali precedentemente definiti e quindi indicarne la lunghezza, l’eventuale zona di riferimento e il flusso.

 

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Figura 8 – Impostazione della distribuzione primaria

 

 

Distribuzione Secondaria

Se dalla distribuzione primaria si diramano delle condotte che servono gruppi di zone, allora è necessario definire anche la distribuzione secondaria.[1] Per impostare la distribuzione secondaria, occorre attivare il relativo check all’interno della centrale termica e, quindi, inserire le reti secondarie presenti, caratterizzandone le tubazioni come visto nel caso della distribuzione primaria

 

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Figura 9 – Impostazione della distribuzione secondaria

 

 

Nel caso in cui dalla rete primaria si diramino direttamente le condotte che servono le utenze, allora è possibile omettere del tutto la distribuzione secondaria in quanto essa non è presente.

 

Distribuzione di zona

L’ultima sezione della distribuzione aeraulica è costituita dai rami che servono le singole utenze. Questa sezione va definita all’interno delle zone termiche, impostando anche qui ARIA come fluido termovettore e quindi inserendo le condotte in maniera analitica:

 

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Figura 10 – Impostazione distribuzione di zona

 

 

Nel caso in cui la zona sia servita tramite una distribuzione secondaria, allora occorre indicarne la presenza nella relativa sezione evidenziata di seguito:

 

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Figura 11 – Collegamento zona termica – distribuzione secondaria

 

 [1] Un tipico esempio di questa situazione si ha negli edifici a più piani dove, per ogni piano, è possibile individuare una condotta comune solo alle zone presenti in quel piano.

 

 

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